Categorie e filtri per trovare prodotti in Svizzera: Il 90% di chi ha 16-65 anni ha già acquistato online in Svizzera; Le categorie devono separare linee di prodotti distinte, non attributi condivisi; I filtri visibili migliorano la navigazione su mobile secondo Baymard
Immagine: Commercio Online

Ottimizzazione conversioni

Strutturare categorie e filtri che aiutano a trovare i prodotti

La Svizzera conta quasi 9 milioni di abitanti e il 99,3% della popolazione è attivo online.

Il contesto svizzero: perché categorie e filtri ben strutturati fanno la differenza

La Svizzera conta quasi 9 milioni di abitanti e il 99,3% della popolazione è attivo online. Il 90% delle persone tra 16 e 65 anni ha già acquistato online; alla fine del 2023 il reddito medio pro capite era di 96’050 euro, il terzo più alto al mondo.

I consumatori si aspettano trasparenza e un’esperienza semplice. Categorie chiare e filtri accessibili aiutano a esplorare il catalogo, riducono la confusione e sostengono la fiducia, gli acquisti ripetuti e le raccomandazioni.

Le basi: come gli utenti navigano il tuo shop

Non progettate un percorso unico: i clienti possono arrivare da Google, dai social, da una newsletter o digitando l’indirizzo dello shop. Una volta sul sito, alcuni cercano un prodotto preciso, altri sfogliano le categorie o scelgono criteri di selezione.

  1. Individuate come i clienti raggiungono lo shop e se cercano un articolo preciso o esplorano il catalogo.
  2. Riunite nelle categorie le linee di prodotti distinte e usate sottocategorie per precisare la scelta.
  3. Trasformate gli attributi comuni dei prodotti in filtri, così i clienti possono confrontare articoli simili.
  4. Scegliete nomi descrittivi, usando il linguaggio dei clienti.
  5. Controllate i percorsi e i punti di abbandono; confrontate varianti di etichette, gerarchie e filtri.

Passaggi per strutturare categorie e filtri efficaci

  1. Identificare i percorsi d'ingresso degli utentiGoogle, social, newsletter, accesso diretto
  2. Raggruppare prodotti in macro-categorie chiareUsare sottocategorie per precisione
  3. Trasformare attributi comuni in filtriMarca, taglia, colore, prezzo
  4. Usare linguaggio dei clienti nei nomiEvitare termini interni o creativi
  5. Monitorare abbandoni e testare variantiAumentare conversioni con iterazioni basate sui dati

Attributi condivisi come filtri, non come categorie

Riservate le categorie a linee di prodotti distinte e trasformate gli attributi condivisi in filtri. Nella categoria «Abbigliamento uomo», per esempio, marca, taglia, colore e prezzo possono restringere la stessa lista di prodotti.

La struttura è quindi: categoria, eventuale sottocategoria, poi filtri come marca, taglia e colore. I clienti possono anche ordinare i risultati per prezzo, rilevanza o data di arrivo.

Per un catalogo antinfortunistico, una gerarchia possibile è «Antinfortunistica» > «Scarpe antinfortunistiche basse». La scheda delle scarpe Kapriol Spider di Brico Sapiens riporta colore arancione/nero, taglie da 40 a 46 e classe S1PL FO SR: sono attributi candidati a filtri in una lista di prodotti simili.

Le linee guida di Baymard e Nielsen Norman Group raccomandano filtri visibili e facilmente accessibili. Permettono di confrontare prodotti simili e sono particolarmente utili su mobile, dove lo spazio per visualizzare la lista è più limitato.

Categorie vs. Filtri: quando usare ciascuno

Categoria
Linee di prodotti distinte (es. Abbigliamento uomo)
Filtri
Attributi comuni (es. marca, taglia, colore, prezzo)

Dividere categorie e sottocategorie in gruppi gestibili

Riunite i prodotti in un numero contenuto di macro-categorie e usate sottocategorie concise. Un elenco troppo lungo può disorientare e rendere meno efficiente la navigazione.

Controllate che la gerarchia sia leggibile anche da mobile, dove è più difficile avere una panoramica visiva. Ogni livello deve aiutare a restringere la scelta, non aggiungere passaggi inutili.

Nomi di categorie chiari e descrittivi

Usate nelle etichette il linguaggio dei clienti, non termini interni o creativi. «Abbigliamento uomo» è immediato, mentre «Moda maschile» può lasciare dubbi.

Preferite nomi che descrivono direttamente i prodotti e mantenete le etichette coerenti tra categorie e sottocategorie. Così chi naviga capisce subito che cosa troverà selezionandole.

Categorie speciali: novità, saldi, best seller e accessori

Create voci come «Novità», «Saldi» e «Best seller» per dare accesso diretto a prodotti nuovi, scontati o popolari. Una sezione «Accessori» può suggerire acquisti aggiuntivi.

Quando è utile, mostrate «Accessori» sotto più categorie principali, così i clienti possono raggiungerli da diverse parti del catalogo. Le categorie trasversali offrono anche a chi torna nello shop un accesso rapido a novità e offerte.

Vantaggi e rischi dell’uso di categorie trasversali

  • ProAccesso rapido a novità, saldi e best seller da diverse parti del sito
  • ControRischio di sovrapposizioni o confusione se non ben gestite

Conclusioni: testare e iterare per conversioni migliori

Monitorate i percorsi dei clienti e i punti in cui abbandonano la navigazione. Verificate se categorie, nomi e filtri corrispondono ai comportamenti osservati.

Confrontate varianti delle etichette, delle gerarchie e dei filtri, poi mantenete quelle che facilitano la ricerca. Aggiornare la struttura in base ai comportamenti reali aiuta lo shop a restare intuitivo.

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